Nuovo stadio, centro sportivo e il futuro del Penzo: i piani del Venezia per le infrastrutture

I lavori, concepito nel Bosco dello Sport dal Comune di Venezia, termineranno nella primavera 2027, ma il club manterrà attiva la concessione anche per l’attuale impianto fino al 2030.

Nuovo stadio, centro sportivo e il futuro del Penzo: i piani del Venezia per le infrastrutture

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Alla conferenza stampa tenutasi nella tarda mattina odierna a Milano e a cui Calcio e Finanza ha partecipato, oltre alla presidentessa del Venezia Francesca Bodie erano presenti anche altri componenti della dirigenza del club veneto come Andrea Rogg, Director of Operations, al Chief Revenue Officer Nicola Boscaro, e Filippo Antonelli, direttore sportivo e general manager.

Negli ultimi anni, il club lagunare sta portando avanti il progetto stadio (la prima pietra è stata posata a ottobre 2025), che rientra nel più complesso piano Bosco dello Sport del Comune di Venezia: «Siamo partiti come club due anni e mezzo fa a lavorare su questo progetto pubblico-privato di pari passo con il Comune, a cui bisogna sinceramente dare la nostra gratitudine perché ha lavorato in modo incredibilmente attento e focalizzato su questo progetto, che è un progetto ampio – ha esordito il direttore Rogg –. Due anni e mezzo fa abbiamo iniziato partecipando al bando di gara per l’assegnazione della gestione. L’impianto rimarrà di proprietà del Comune di Venezia. Abbiamo vinto il bando di gara un mese e mezzo fa e ora ci stiamo preparando all’ultima fase che è quella della firma del contratto di concessione. Quindi il Venezia diventerà il concessionario della gestione per 40 anni, pagando un canone concessorio e una revenue share e potendo poi disporre di tutte le attività che saranno gestite all’interno dello stadio».

Ma il progetto infrastrutturale del Venezia non si limita solamente al nuovo stadio, estendendosi al centro di allenamento, come sottolineato dal Ds Antonelli: «Io sono molto legato al nostro centro sportivo, per cui sono in corso delle valutazioni, anche su iniziative portate avanti dai nuovi soci, la presidentessa Bodie e il padre Tim Leiweke, che mi hanno anche positivamente sorpreso. Per esempio quello di pensare il nostro centro sportivo come un ambiente dove le nostre famiglie, i nostri ragazzi possano venire, dove possiamo fare eventi, dove possiamo celebrare e fare feste e portare avanti quella che è la comunità, non solo durante l’evento sportivo ma anche nell’arco della settimana. Stiamo verificando le varie opportunità per sviluppare ancora qualche area vicino al nostro stadio».

«Questa è una società con un gruppo di proprietari che non è un fondo, ma sono appassionati di questa città che ha saputo evolversi fino ad arrivare ad oggi alla massima espressione con Francesca e suo papà, che hanno l’esperienza nello sport e possono dare, grazie a tutti i progetti, finalmente un’ambizione forte con la consapevolezza che comunque io dico sempre: il Venezia in questi anni ha perso la categoria, ma non ha mai perso la rotta», ha continuato Antonelli.

In attesa della realizzazione del nuovo impianto, con l’inaugurazione fissata per la primavera 2027, il Venezia continua a essere il gestore anche dello stadio Penzo. « Siamo concessionari della gestione ormai da 10 anni – ha sottolineato Andrea Rogg –. Quando siamo entrati c’era l’erba altissima. Con il Comune abbiamo lavorato veramente mano a mano, come si dice, su tutti gli aspetti, noi abbiamo la concessione fino al 2030. Nello stadio nuovo ci entreremo prima, sicuramente onoreremo la nostra concessione lavorando con il Comune, supportandolo in ciò che vorrà fare con l’impianto. Non sto dicendo niente di segreto. Ci sono state alcune dichiarazioni pubbliche. Il Comune vuole che il Penzo resti un impianto sportivo, forse rendendolo polifunzionale, ripristinando una pista d’atletica che c’era prima. E se questo progetto si concretizzerà noi sicuramente almeno fino al 2030 saremo a fianco del Comune. Continueremo ad avere tante altre squadre. Il direttore Antonelli sta lavorando su un progetto incredibile di integrazione del settore giovanile».

In merito, il Ds Antonelli ha aggiunto: «Il Penzo potrà essere uno sviluppo per il nostro settore giovanile o magari potrà essere sfruttato insieme a qualche società dilettantistica per portare avanti il progetto dei giovani che comunque per noi è fondamentale, anche per avere un’altra forma di ricavo».

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